Ancora sui draghi

*Articolo di Annibale Ghisolfi*

Divagazione suggerita dalla conferenza UNITRE del 22 febbraio 2017 “Le leggende medioevali tra l’amor cortese e profano, i maghi e i draghi” di Christiane Begonnet.

Sostiene Christiane che i draghi esistono nella realtà, e anch’io sono assolutamente d’accordo: di quanti affascinanti misteri siamo stati defraudati dalla banalità del razionalismo scientifico?

maxresdefaultIl fatto è che i draghi hanno ali colore della notte, lasciano i loro nascondigli quando il buio è più fitto e si mettono in volo solo se le nubi oscurano il cielo notturno. Ma se un improvviso squarcio tra le nuvole lascia intravvedere la luna, ecco che la silhouette del drago in volo, presa alla sprovvista, si staglia per un attimo lassù, contro il disco luminoso del nostro satellite.

Ma è un incidente, un imprevisto che i draghi temono: troppo crudeli e troppo pericolosi sono gli uomini per rischiare di mostrarsi loro.

Dunque i draghi si nascondono. Alcuni, nelle grandi città, si rintanano nei rami dismessi delle metropolitane, altri invece, sulle montagne, occupano i più profondi pozzi delle miniere d’oro abbandonate, dove c’è ancora qualche vena del prezioso metallo, troppo esile per investire nella sua estrazione ma sufficiente al drago per sopravvivere seppure debolmente.

Purtroppo ormai sono passati i bei tempi in cui questi nobili esseri volanti custodivano immensi tesori, e tutta quella ricchezza infondeva loro grande possanza e salute.

Altro discorso va fatto per i draghi marini di cui abbiamo contezza dalle antiche carte nautiche, dove sono raffigurati con estrema precisione e sulla scorta di indubitabili testimonianze di marinai che li avevano visti con i propri occhi.

Ma ormai anche i draghi marini, disturbati dalle numerose navi da crociera, dalle esalazioni pestifere di enormi petroliere e dallo schiamazzo delle moto di mare, si sono rifugiati nelle insondabili profondità della Fossa delle Marianne.

Quanto al mostro di Loch Ness per i draghi è un’offesa: non è uno di loro; è un vanesio impostore, un millantatore che deve solo augurarsi di non capitare a portata dei loro artigli, nel qual caso nessuno lo potrebbe sottrarre alla fine che si merita.

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