Weltanschauung… – Ultima puntata

And in the naked light I saw
Ten thousand people, maybe more
People talking without speaking
People hearing without listening
People writing songs that voices never share
No one dare
Distub the sound of silence

Come abbiamo visto negli scorsi articoli, la Weltanschauung non è una semplice visione (da realizzarsi con gli occhi o con la mente) ma ha una forza in più che porta alla creazione di un ordine. Attraverso la nostra “visione” tendiamo sempre a creare un nuovo mondo o migliorare quello che già esiste; senza essere megalomani pensando al pianeta terra e al sistema umanità, quasi quotidianamente applichiamo la nostra Weltanschauung nel nostro giardino piuttosto che nel nostro salone decorando e disponendo secondo la nostra visione personale.

Il noto filosofo e psichiatra Carl Jung sosteneva che l’unico modo affinché possa verificarsi una profonda trasformazione dell’individuo è quella di cambiare la Weltanschauung. In termini più banali, un po’ a tutti è capitato di sentirsi dire “non devi vederla così” quando qualcuno tenta di farci uscire da un momento difficile o da una situazione insostenibile. Nel caso ci si trovi in una condizione di particolare sofferenza psicologica, l’unico modo per poterne uscire e migliorare la nostra situazione è quello di cambiare la nostra Weltanschauung, altrimenti si è destinati a rimanere 8b94243d0eb30fc4b988c6545337f196ancora a quel mondo che ci è stato creato (o ci siamo creati) attorno.

Il cambiamento è un sempre un grande interrogativo e per il nostro cervello rappresenta anche un problema potenzialmente mortale. Nelle varie culture ha acquisito un valore simbolico molto forte, dal momento che unisce il lato che conosciamo con un lato sconosciuto, che potrebbe essere migliore o letale appunto. Se vogliamo, è un po’ lo stesso tema del viaggio, che è l’andare verso l’ignoto e dal quale si ritorna sempre profondamente cambiati.

Nella storia della cultura alcuni tra i più grandi artisti e dotti hanno creato mondi fedeli alle proprie Weltanschauung. Non possiamo dimenticare il lavoro magistrale di Tolkien che nel suo “Il Signore degli Anelli” ha creato un vero e proprio universo fantasy basato sulla sua concezione personale di ordine. La poco nota ai più Christine de Pizan è stata una donna fantastica. Oltre ad aver creato la sua utopica città delle donne, dove risiedono solo le più grandi personalità femminili della Storia, del Mito e della Tradizione; ha cambiato il mondo reale: è stata la prima donna (siamo nel Cinquecento!) ad aprire una scuola e ad avere uomini che la frequentassero per imparare da lei a leggere e a scrivere! In un’epoca diversa, in cui il mondo iniziava a perdere tutta la sua carica magica data dalla scarsa conoscenza scientifica (si sa che gli esseri umani quando non sanno, inventano…  non solo con riferimento alla cultura e alla scienza), troviamo il disperato tentativo di Jules Verne di ricreare un mondo in cui sopravvivesse la magia della scoperte. Le ricerche scientifiche si stavano avvalendo di dati sempre più precisi e di strumenti sempre più elaborati, si stava trovando una spiegazione scientifica per qualsiasi credenza mitologica (dall’unicorno alle sirene) e Verne si crea mondi inesplorati dove l’uomo poteva ancora sognare.

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Chi non ha avuto una vera e propria Weltanschauung sono stati gli Egizi e dopo di loro i Greci. I primi hanno tentato di spiegare con la logica e (una buona dose di fantasia) il mondo in cui vivevano e il mondo dell’Aldilà: dando tutta una serie di istruzioni su cosa fare, cosa dire e come comportarsi per poter passare al meglio tutte le prove. I greci, invece, hanno trovato tutte le giustificazione possibili alle abitudini e ai vizi umani, attribuendoli agli dei. I misteri, tutto ciò che non si riusciva a spiegare per mancanza di conoscenza, veniva speghiato con storie più o meno verosimili; così la caduta dei fulmini era attribuita a Zeus che li scagliava dal cielo dopo averli ricevuto dall’officina del suo fornitore ufficiale o le esondazioni del Nilo erano regali per la sopravvivenza.

A questo punto verrebbe da guardare a casa nostra e chiedersi: e Dante? Aveva una Weltanschauung da trasmetterci nella Commedia?
Ovviamente no. La sua opera magistrale non è il risultato di una vera e propria “visione” del mondo. La Commedia, infatti, sembra essere più un trattato di legislazione teologica: hai fatto questo tal peccato? Ti toccherà questa pena. Per l’altro peccato? Si va in quell’altro luogo e descrive la pena eterna. Anche qui siamo nell’ambito della spiegazione e non della creazione di un mondo.

Come si può cambiare la propria Weltanschauung? Eliminando i pregiudizi. Un esempio pratico: si ascolterebbe volentieri una canzone di questo cantante?

 

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David Drainman – Voce dei “Disturbed”

Il suo aspetto fisico risveglia un pregiudizio tale da indurci a pensare che canti quel genere di musica che oltre a non piacerci, alcuni possano anche definire non musica?

E se uccidendo il pregiudizio, aiutando a far germogliare una nuova Weltanschauung, potessimo pensare invece che sia uno dei pochi ad aver dato una nuova visione e una maggior carica emozionale alla famosissima canzone di Simon & Garfunkel con la quale abbiamo iniziato questa nostra chiacchierata?
Ha dell’impossibile? Cambiare “visione” vuol dire proprio non precludere alcuna possibilità a ciò che sembra incredibile o impossibile.

Salpare verso l’ignoto non è poi così male. Buon ascolto…

 

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