Lezione americana no. 4: la visibilità

V0047947 A cone-shaped mountain rises out of the sea, crowned by a trPoi piovve dentro all’alta fantasia

Dante Alighieri – Purgatorio XVII, 25

Siamo nel girone degli iracondi e Dante sta contemplando delle immagini che si formano direttamente nella sua mente, e che rappresentano esempi classici e biblici di ira punita; Dante capisce che queste immagini piovono dal cielo, cioè è Dio che gliele manda.

La visione di queste immagini è una visione interiore e si impone all’intelletto, e anche il cammino verso il Paradiso diventa, dunque, occasione per ragionare sulla fantasia, quella generata dalle parole e dalle immagini, in un movimento uguale e contrario.

Un “cinema mentale” che non cessa mai di proiettare immagini alla nostra visione interiore.

È significativa l’importanza che l’immaginazione visiva” riveste negli Esercizi spirituali di  Ignacio de Loyola che all’inizio del suo manuale prescrive la “composizione visiva” del luogo in cui contemplare Cristo, un luogo in cui perdersi ma entro una cornice disegnata, ben delimitata, mai mistica.

Visualizzare per giungere alla vicinanza di Dio, come se rivendicasse

per ogni cristiano la grandiosa dote visionaria di Dante e di Michelangelo.

       Dipingere il divino nella mente per raggiungerlo in senso quasi fisico

spiritual-exercises

il primo punto è vedere le persone, ossia vedere Nostra Signora e Giuseppe e l’ancella e il bambino Gesù appena nato, facendo di me stesso un poveretto, un infimo indegno schiavo, guardandoli, contemplandoli e servendoli nelle loro necessità, come mi trovassi lì presente, con tutta la devozione e riverenza possibile; e poi riflettere su me stesso per ricavarne qualche profitto.

Da Esercizi spirituali Ignacio de Loyola

Da questa idea scenografica del rapporto con il divino nasce la grandiosità dell’iconografia della controriforma, ma, dice Calvino

si trattava sempre di partire da un’immagine data, proposta dalla Chiesa stessa, non immaginata dal fedele.

Da dove viene l’immaginazione?”. Nel nuovo millennio ci saranno la “novità, l’originalità, l’invenzione”? Calvino parla e cita argomenti che riguardano le origini dell’immaginazione, come l’inconscio collettivo, concetto filosofico in cui ognuno può accedere a una conoscenza universale a tutta l’umanità, e l’anima del mondo, concetto neoplatonico in cui l’immaginazione viene vista come comunicazione con l’universo stesso.

C’è anche un altro tipo di immaginazione,

un repertorio del potenziale, dell’ipotetico, di ciò che non è né stato né forse sarà ma che avrebbe potuto essere.

Lo spiritus phantasticus di Giordano Bruno  ben definisce l’idea dell’immaginazione: un “mundus quidem et sinus inexplebilis formarum et specierum”, un mondo o un golfo, mai saturabile, di forme e d’immagini.

Quale sarà il futuro dell’immaginazione individuale in quella che si usa chiamare la civiltà dell’immagine? Oggi siamo bombardati da una tale quantità d’immagini da non saper più distinguere l’esperienza diretta da ciò che abbiamo visto per pochi secondi alla televisione.

La memoria è ricoperta da strati di frantumi d’immagini come un deposito di spazzatura, dove è sempre più difficile che una figura tra le tante riesca ad acquistare rilievo.

Il suo è  un messaggio di avvertimento:

il pericolo sta nel perdere il potere di mettere a fuoco visioni ad occhi chiusi, di far scaturire i colori e forme dall’allineamento di caratteri alfabetici neri su una pagina bianca, di pensare per immagini.

E un ricordo dell’infanzia si affaccia alla sua memoria: la lettura del Corriere dei piccoli, in Italia si disegnavano senza senza balloons, sostituiti da due o quattro versi rimati sotto ogni cartoon.

Corrierino-dei-piccoliDa piccolo, non sapendo leggere, gli erano sufficienti le immagini, da grande preferiva fantasticare “dentro le figure e nella loro successione”.

Da questa operazione, di ricavare delle storie dalla successione delle immagini, nasce il Castello dei destini incrociati in cui Calvino, oltre a “giocare” con i tarocchi, “gioca” con i quadri della grande pittura: Carpaccio a San Giorgio degli Schiavoni a Venezia, e

seguendo i cicli di San Giorgio e di San Girolamo come fossero una storia unica, la vita di una sola persona e di identificare la mia vita con quella del Giorgio-Girolamo.

ci invita alla prossima e ultima lezione: La molteplicità.

Vittore-Carpaccio-San-Giorgio-e-il-drago-e-quattro-episodi-della-vita-del-Santo-San-Giorgio-Maggiore-Venezia

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