Via dei Legionari – Parte 8: il “Carbunin”

Quando si avvicina settembre si incomincia a pensare di fare scorta di legna e carbone per l’inverno. Le donne si lamentano perché la spesa da affrontare non è poca e ogni anno il prezzo del combustibile sale misteriosamente.

Federico, il Carbunin, che con la moglie Mariuccia e la figlia Maria abitano in un grande caseggiato attiguo, cerca di consolarle dicendo loro che quest’anno la legna avrà una resa maggiore e ne consumeranno di meno perché ha cambiato fornitore. Ma nessuno ci crede e i borbottamenti si prolungano.

«Ha sempre una scusa buona», gli rimproverano.

«Se ne approfitta perché non ne possiamo fare a meno»

«Vorrei proprio sapere dove sta la verità. Lo scorso anno ci ha venduto legna verde che faceva fumo»

«Quest’anno non lo pago fino a che non vedo se dice la verità».

Il Carbunin però è buono e soprattutto sua moglie Mariuccia, che tiene la contabilità, è generosa e fa credito a molte famiglie anche per lunghi periodi.

L’ufficio della Mariuccia è piccolo, buio, riscaldato in inverno con una stufetta elettrica.

In mezzo ha una grande scrivania di legno con tanti cassetti e sopra una quantità di fogli sparsi qua e là dove solo lei si raccapezza. Li tocca e li sistema con le sue mani sempre sporche di nero, come anche il volto: nei pori dilatati si distribuisce, come una cipria, la polvere nera del carbone di cui è intrisa l’aria.

È simpatica la signora Mariuccia perché è sempre di buonumore, ha una bella voce calda e sonora e ti accoglie con un sorriso. Deve essere anche istruita perché parla in modo corretto e sa molte cose che ama condividere con le persone.

Non è alta, è piuttosto rotondetta e porta i capelli fermati sulle tempie da due grosse mollette a formare una specie di onda. Ama vestirsi di nero perché così non si vede lo sporco del carbone. Possiede un cane piccolo, dal pelo rasato, nero anche lui, che porta sempre con sé e quando è in ufficio si sdraia sotto la scrivania e non si muove per tutto il giorno.

L’ascolti volentieri perché sa trovare l’argomento giusto per ogni persona: non l’ho mai sentita fare un pettegolezzo o parlar male di qualcuno. Quando esci dal suo ufficio ti ritrovi con le mani sporche di nero perché ogni cosa che tocchi ti lascia il segno .ed è impossibile non toccare niente.

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