Le invenzioni cinesi nei secoli passati: la bussola

Le prime bussole magnetiche furono inventate in Cina circa 2.000 anni fa e furono inizialmente considerati oggetti divinatori utilizzati nella geomanzia cinese e nel feng shui.

Il feng shui è un’antica arte taoista della Cina, affine alla geomanzie occidentale. La geomanzia è una specie di “divinazione per mezzo della terra”, cioè l’arte o pretesa arte d’indovinare il futuro. A differenza di questa prende però in considerazione anche aspetti della psiche e dell’astrologia. Attualmente non esiste alcuna prova scientifica delle sue ipotesi ed è quindi considerata pseudoscienza.

Le prime bussole cinesi per il feng shui erano frammenti di magnetite, un minerale di ferro che mostra intense proprietà magnetiche più di qualunque altro esistente in natura. La magnetite è il più antico materiale magnetico conosciuto: era infatti già noto agli antichi Greci e prende il nome dalla città di Magnesia ad Sipylum, nei pressi del monte Sipilo. La magnetite si presenta generalmente sotto forma di cristalli neri e opachi o come masse compatte composte da piccoli granuli ferrosi (72% di ferro):

I nostri antenati notarono che queste rocce esercitavano una attrazione verso i materiali composti da ferro.

I Cinesi osservarono inoltre che quando la magnetite viene sospesa sull’acqua o nell’aria (ad esempio, legata ad un filo nel suo baricentro), consentendole di ruotare liberamente quasi senza attrito, si orientava verso un asse che andava dal Polo Sud al Polo Nord, un indicatore ideale per determinare il giusto orientamento di edifici e arredamenti tipico del feng shui.

Fu solo intorno all’ XI secolo d.C., tra l’anno 850 e il 1050, che la magnetite fu impiegata per la prima volta nella navigazione, circa 150 anni prima che la bussola facesse la sua apparizione sulle navi europee (1190) o del mondo arabo (1232).

Non esiste un reale consenso accademico sulla data in cui fu inventata la prima bussola magnetica per la navigazione: i primi riferimenti al magnetismo e all’attrazione tra magnetite e ferro appaiono nella letteratura cinese intorno al IV secolo a.C. e intorno al 70-80 d.C. fa la sua comparsa un cucchiaio in magnetite che puntava verso il Polo Sud magnetico.

Il primo ago magnetico (definito “ago misterioso”) compare nel 923-926 mentre ciò che può essere finalmente definito “bussola magnetica” viene descritto nel 1088: Shen Kuo, inventore della dinastia Song, descrive dettagliatamente la magnetizzazione di un ago di ferro e la sua sospensione tramite un filo di seta in modo che si orientasse naturalmente verso l’asse Nord-Sud.

Almeno 40 anni prima di Shen Kuo  la bussola magnetica era uno strumento impiegato sul campo di battaglia per trovare la direzione giusta verso cui orientare le truppe durante le notti più scure.

Determinarequando e come la bussola fece il suo ingresso in Europa è ancora più difficileAlexander Neckam, insegnante e abate dell’Abbazia di Cirencester vissuto tra il XII e il XIII secolo, dimostra di conoscere in profondità il funzionamento della bussola e il suo utilizzo in mare, ma non accenna alla provenienza dell’invenzione.

Anche il mondo arabo si appropriò dell’uso della bussola magnetica intorno al XII-XIII secolo: un testo di origine persiana risalente al 1232 parla di una foglia magnetica a forma di pesce, design di origine cinese, impiegata durante un viaggio sul Mar Rosso.

Verso la fine del secolo, l’astronomo al-Malik al-Ashraf descrive l’uso di una bussola chiamata “indicatore Qibla” capace di indicare sempre la direzione della Mecca.

Fu comunque tra il XIII e il XIV secolo che la bussola magnetica assunse il suo aspetto moderno. L’invenzione della prima “bussola a secco”, in cui l’ago magnetico non si trovava in sospensione sull’acqua ma su un fulcro che gli consentiva di ruotare liberamente nell’aria, viene comunemente attribuita a Flavio Gioia, navigatore italiano di Amalfi (probabilmente mai esistito, come ha dimostrato nel 2008 la storica italiana Chiara Frugoni) che per primo creò una scatola chiusa contenente il disegno di una rosa dei venti e un ago magnetico imperniato.

La bussola amalfitana contribuì all’apertura dell’epoca delle grandi esplorazioni oceaniche. Grazie ad essa fu possibile avere sempre a portata di mano uno strumento capace di indicare la direzione di navigazione con una buona precisione e costanza, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche o dalla visibilità della costa o delle stelle.

Tra il XIV e il XV secolo vennero introdotti in Europa diversi standard che sarebbero diventati di uso comune nei secoli successivi: se i Cinesi erano più interessati al Sud, i navigatori europei preferirono optare per il Nord come punto di riferimento magnetico, notando anche che il Polo Nord magnetico e quello geografico non erano la stessa cosa e che questa declinazione magnetica può portare ad errori di navigazione sempre più pronunciati man mano che ci si sposta verso Nord o Sud.

Riproduzione di una bussola a cucchiaio dell’antica Cina, col cucchiaio sospeso in acqua

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...